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per i giovani

Mobilità sicura e sostenibile

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SicuraMente-young è un’associazione non profit di giovani nata per diffondere la cultura di una mobilità sicura e sostenibile, sensibilizzando e collaborando con gli enti, le istituzioni scolastiche ed il terzo settore in progetti regionali in Friuli Venezia Giulia, nazionali ed internazionali.

L’obiettivo

Il nostro obiettivo prioritario è quello di promuovere una cultura della sicurezza che deve aiutare noi giovani a sviluppare le competenze trasversali che ci rendano consapevoli sulla necessità di comportamenti responsabili, a muoversi in modo intelligente, sicuro per sé e per gli altri, ma anche per l’ambiente. Sulla strada, in primis, e in generale nella vita quotidiana. Una mobilità intelligente va intesa infatti come sicurezza stradale, ma anche come mobilità sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e socio-culturale.

Abbiamo chiesto aiuto alla psicologia del traffico, alla pedagogia, alla sociologia, alla fisica, alla medicina, all’ingegneria, alle scienze economiche, alla geografia per capire i concetti e le regole del corretto muoversi e per cercare di modificare abitudini e atteggiamenti scorretti sotto tutti i punti di vista. L’Associazione SicuraMente-young è ispirata infatti da precedenti iniziative progettuali, formative e di ricerca in cui hanno collaborato alcuni di noi, come il Progetto “SicuraMente” sviluppato dal 2010 al 2020 con l’Ufficio Scolastico Regionale, la Regione FVG (assessorato alle infrastrutture e territorio e all’istruzione), l’ACI, le Polizie Locali e l’Unicef, e il progetto “Psi.Tra.S. – Psicologia del Traffico a Scuola” nel 2016 finanziato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi. Tali Progetti si sono poi intrecciati con un lavoro di ricerca svolto con la Scuola di Dottorato di Neuroscienze e Scienze cognitive dell’Università di Trieste che ha prodotto risultati sorprendenti sull’efficacia di interventi formativi rivolti ai new drivers, realizzando anche una App per mettere alla prova prontezza, attenzione e tempi di reazione prima di mettersi alla guida di un veicolo.

Purtroppo il gravissimo fenomeno dell’incidentalità stradale è stato avvertito come un problema pubblico solo negli ultimi anni, dopo essere stato a lungo considerato solamente una fatalità casuale e ineluttabile. Riteniamo quindi importante affrontarlo a tutti i livelli partendo dai giovani, anche prendendo a modello altri paesi europei “virtuosi” in tale campo (come l’Inghilterra, l’Olanda, la Germania) e tenendo conto, tramite azioni mirate di sistema, delle diverse realtà ed esigenze territoriali.
È importante anche capire che spostarsi in modo rispettoso per l’ambiente attraverso forme di mobilità alternative all’automobile, meno inquinanti ma anche meno frettolose e frenetiche, può costituire un’abitudine veramente innovativa. Un’opportunità che consente di “assecondare” un territorio troppo spesso abusato ma che, nel contempo, proprio perché è una modalità slow, permette di apprezzare le ricchezze naturali e architettoniche che ci circondano e partecipare maggiormente alla vita sociale delle varie comunità territoriali. Il messaggio che va trasmesso ai giovani, pubblicizzandolo magari attraverso un’azione di marketing sociale, è quello che muoversi in modo sicuro e sostenibile non rappresenta una modalità desueta e superata, ma che anzi deve diventare una moda e un comportamento vincente da emulare. Una mobilità intelligente va vissuta infatti non come un’imposizione dall’alto, ma come la promozione del diritto a vivere lo spostamento, il muoversi nell’ambiente in tutte le sue forme (a piedi, in bicicletta, in moto, in treno, in pullman, in nave, in bus, in tram, in auto) inteso come un piacere da godersi con tempi e ritmi adeguati. In questo modo non solo si ottiene la diminuzione dell’inquinamento atmosferico e acustico, la decongestione stradale e la riduzione dell’incidentalità, ma si riesce a fruire meglio il territorio, apprezzare la valorizzazione delle aree urbane non occupate da veicoli in sosta, scoprire in modo autonomo le risorse naturali e culturali del territorio.
Partendo da tali presupposti, che per noi inizialmente costituivano solamente delle ipotesi di lavoro e avendo poi l’occasione di confrontarci e collaborare concretamente a vario titolo con esperti, ci siamo resi conto che tale approccio innovativo si è realmente valido. E quindi abbiamo pensato di proporlo ai giovani attraverso “SicuraMente-young”.

Purtroppo il gravissimo fenomeno dell’incidentalità stradale è stato avvertito come un problema pubblico solo negli ultimi anni, dopo essere stato a lungo considerato solamente una fatalità casuale e ineluttabile. Riteniamo quindi importante affrontarlo a tutti i livelli partendo dai giovani, anche prendendo a modello altri paesi europei “virtuosi” in tale campo (come l’Inghilterra, l’Olanda, la Germania) e tenendo conto, tramite azioni mirate di sistema, delle diverse realtà ed esigenze territoriali.
È importante anche capire che spostarsi in modo rispettoso per l’ambiente attraverso forme di mobilità alternative all’automobile, meno inquinanti ma anche meno frettolose e frenetiche, può costituire un’abitudine veramente innovativa. Un’opportunità che consente di “assecondare” un territorio troppo spesso abusato ma che, nel contempo, proprio perché è una modalità slow, permette di apprezzare le ricchezze naturali e architettoniche che ci circondano e partecipare maggiormente alla vita sociale delle varie comunità territoriali. Il messaggio che va trasmesso ai giovani, pubblicizzandolo magari attraverso un’azione di marketing sociale, è quello che muoversi in modo sicuro e sostenibile non rappresenta una modalità desueta e superata, ma che anzi deve diventare una moda e un comportamento vincente da emulare. Una mobilità intelligente va vissuta infatti non come un’imposizione dall’alto, ma come la promozione del diritto a vivere lo spostamento, il muoversi nell’ambiente in tutte le sue forme (a piedi, in bicicletta, in moto, in treno, in pullman, in nave, in bus, in tram, in auto) inteso come un piacere da godersi con tempi e ritmi adeguati. In questo modo non solo si ottiene la diminuzione dell’inquinamento atmosferico e acustico, la decongestione stradale e la riduzione dell’incidentalità, ma si riesce a fruire meglio il territorio, apprezzare la valorizzazione delle aree urbane non occupate da veicoli in sosta, scoprire in modo autonomo le risorse naturali e culturali del territorio.
Partendo da tali presupposti, che per noi inizialmente costituivano solamente delle ipotesi di lavoro e avendo poi l’occasione di confrontarci e collaborare concretamente a vario titolo con esperti, ci siamo resi conto che tale approccio innovativo si è realmente valido. E quindi abbiamo pensato di proporlo ai giovani attraverso “SicuraMente-young”.

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